Prima del prompt, il problema
Che si tratti di un sito, di un'app o di uno strumento per automatizzare un processo interno, l'intelligenza artificiale sa eseguire molto bene quasi tutto quello che le si chiede. Il modo migliore per usarla è arrivarci con le idee chiare: sapere cosa si vuole ottenere prima di descriverlo. Ecco le domande che, nella mia esperienza, fanno la differenza tra un progetto che funziona e uno che va rifatto dopo pochi mesi.
Le cinque domande da farsi prima di iniziare
- Cosa voglio che succeda, esattamente, quando qualcuno usa questo strumento?
- Chi lo userà davvero, e in quale momento della sua giornata?
- Quale valore offre, detto in una frase che non ha bisogno di spiegazioni?
- Dovrà crescere o cambiare nel tempo — e cosa succede se sì?
- Se toccherà più lingue, mercati o reparti, come voglio gestire quella complessità fin dall'inizio?
Rispondere a queste domande prima di aprire un editor — o una chat con l'AI — cambia radicalmente il risultato finale, e fa risparmiare mesi di correzioni. Vale per un sito vetrina come per un tool interno o un'automazione.
L'AI accelera l'esecuzione, non sostituisce le domande
Una volta chiare queste risposte, l'intelligenza artificiale è oggi lo strumento più efficiente che esista per costruire in fretta: sito, app, prototipo, automazione. Il punto non è se usarla — è cosa le si porta in mano quando si inizia.
Che si chiami progettazione, oppure stesura delle specifiche, il punto non sta nella struttura tecnica bensíno nella comprensione dei problemi o dei risultati che si vogliono ottenere. È simile alla scelta del ristorante: non decidiamo dove andiamo a saziarci ma normalmente scegliamo se andare in pizzeria, al ristorante cinese, al giapponese o al ristorante tipico rergionale.
Vogliamo soddifsrae un desiderio di gusto, di profumi e di esperienza. Allo stesso modo, prima di usare l'AI, dobbiamo capire quale problema vogliamo risolvere e quale esperienza vogliamo offrire a noi stessi oppure all'utente finale.
L'IA é nostro primo utente finale
Sembra curioso ma se vogliamo che l'IA ci sia di aiuto dovremmo spiegare in Chhat che esperienza vogliamo costruire, quale soddisfazione vogliamo trarre o offrire ai nostri clienti. Se non lo facciamo, l'IA non ci aiutera non perché non ne sia capace, ma perché dovrebbe leggerci nei pensieri. Non ptendolo fare ci offrirà la sua soluzione mediamente utile, non esclusiva e tantomeno aderente al nostro desiderio.
La tecnica é comunque importante
Comunicati all'AI i nostri desideri si deve cominciare a progettare la struttura tecnica. Anche in questo caso l'AI tenderá a utilizzare gli strumenti che conopsce meglio, quelli che utilizzano meno energia per l'implementazione e ció che trova neglio documentato in rete. Io stesso mi sono reso conto che chiedendo a un agente di impostare la struura tenica di un progetto le soluziooni che l'IA mi propone sono fortememte condizionate da ció che io ho giá utilizzato condividendo le scelte con l'IA stessa e ció da ció che costa meno sforzo nell'implementazione.
Per sviluppare un piccolo processo che giri solo nel nostro computer non é necessario pubblicare online il lavoro e poi utilizzarlo tramite un browser. Sarebbe spesso sufficiente un piccolo script che gira in locale e che non richiede alcuna pubblicazione online. L'IA, conoscendo meglio le soluzioni più comuni, tenderà a proporre soluzioni più complesse e costose di quelle che servono realmente. Per questo motivo é importante guidare l'IA nella scelta della struttura tecnica, spiegandole quali sono i vincoli e le esigenze del progetto.
Con un occhio al futuro
Un altro pericolo é quello di far costruire all'IA una installazione che poi non ci é possibile adattare alle nuove esigenze, all'ampliemento del progetto, alla sua scalabilitá ovvero alla necxessitá di farla diventare piú potente e duttile.
In questo caso é difficile dire all'IA "costruisci qualcosa che possa cambiare" perché l'indeterminatezza é di fatto un limite alla progettazione. Ma l'essere umano conosce, a differenza dell'IA, la potente via della "serendipitá" ovvero la via del cambiare idea mentre si cammina e si scropre il contesto. Che fare allora? Una progettazione a componenti e modulare aiuta tantissimo. Gli sviluppatori professionisti usano questa tecnica da decenni, ed è l'unica via per poter implementare modifiche e nuove funzionaliotá al progetto che costruiamo.
Prevedere e gestire la complessitá
L previsione della possibile crescita in termini di complessitá e la gestione di questa evoluzione, per mia esperienza, é la chiave per il successo anche nei progetti piú piccoli. Anche un piccolo sito web, che evolvendo potrebbe aver bisogno di implementare un formulario articolato, deve poter accogliare questa nuova esigenza con semplicitá. Se non si predispone un ambiente alla sua evoluzione avremo un sistema che non risponde alle nostre esigenze.